Da ciò deriva la secolare lotta tra Alicia, alleata di Segesta, e Selinunte fino a quando quest’ultima nel 407 a.C. venne distrutta. Stanche per le guerre sostenute, sia Alicia che Segesta, si assoggettarono spontaneamente al dominio dei Romani, guadagnandosi il titolo di città libera ed immune dal pagamento di cospicui tributi. Tale condizione di privilegio non durò a lungo poiché nel 440 Dopo Cristo vive un periodo di decadenza dovuto alle invasioni da parte di Vandali e dei Goti. Un periodo di ripresa sia economica che culturale Alicia lo si registra nel 830 Dopo Cristo, con l’arrivo degli Arabi in Sicilia. Fu allora che l’antica Alicia una volta conquistata dagli Arabi cambiò il nome in Salem. Sotto il dominio degli Arabi, si ebbe un rifiorire della città, grazie soprattutto all’introduzione di nuove tecniche di irrigazione e alla produzione degli agrumi, introdotta proprio dagli Arabi in Sicilia. A questo periodo felice si ricollega l’attuale configurazione del centro storico della citta’, caratterizzato da una fitta rete di vie acciottolate e cortili, che ancor oggi mostrano l’influenza della tradizione islamica nella nostra citta’. L’arrivo dei Normanni, rappresentò per l’isola il momento di massimo fulgore che coincise con la presenza di Ruggero II, il quale fece costruire un imponente castello, che ancora oggi domina la citta’. Un ulteriore sviluppo fu determinato dalla ricca attivita’ commerciale svolta dagli Ebrei, che nel 1492 cacciati dalla Spagna, si stabilirono in vari centri dell’isola, durante il regno degli Aragonesi, Salemi custodì il rango di città demaniale, dando agli Spagnoli sostegno per la conquista dell’Italia meridionale contro gli Angioini. Negli anni che seguirono, la città di Salemi fu molto impegnata nell’insorgere contro il regime borbonico, e molti illustri cittadini pagarono con la privazione della propria libertà i numerosi tentativi rivoluzionari. Nel 1860 con lo sbarco a Marsala di Giuseppe Garibaldi, ebbe luogo a Salemi un evento storico: la Spedizione di soccorso de “I Mille”, giunse a Salemi il giorno 13, accolta dai salemitani in modo festoso e con l’omaggio di tutte le autorità cittadine. La città divenne il centro di raccolta ed il quartiere generale delle forze rivoluzionarie e il 14 maggio il Generale Garibaldi, dal castello della città su invito del Sindaco, assumeva solennemente la Dittatura, in nome di Vittorio Emanuele II di Savoia. La promulgazione di una delle prime leggi dell’Italia Unificata avvenne proprio a Salemi dando così l’onore alla città di essere la prima capitale dell’Italia liberata. Con l’adesione all’Unità d’Italia, il popolo siciliano aveva sperato in un miglioramento delle sue condizioni economiche e sociali. Ma in realtà ricevette solo un’amara delusione poiché non gli fu concessa nemmeno quell’ autonomia amministrativa e quella tolleranza politica a cui credeva di avere diritto dopo tante lotte e sacrifici. Nel 1968 un violento terremoto danneggiò la città. Gli effetti del sisma si fecero sentire soprattutto nei quartieri della MISERICORDIA, del RABATO, del CARMINE, e di SAN FRANCESCO DI PAOLA. Alcune chiese vennero gravemente danneggiate, altre rase al suolo e molte abitazioni compromesse. Il centro storico è stato in parte ricostruito o restaurato, cercando in questo modo di restituire dignità ai suoi luoghi e alla sua storia. I M O N U M E N T I  IL CASTELLO: Simbolo di potenza e protezione unisce ai caratteri normanni dell’ XII sec. Aspetti del successivo periodo svevo (vedasi la torre cilindrica). Delle quattro torri presenti originariamente oggi ne rimangono tre, due quadrangolari e una circolare che racchiudono il cortile e il giardino, e sono in collegamento tra loro tramite camminamenti incassati nei muri. La torre rotonda è la più imponente, e si articola in tre vani sovrapposti con volta ad ombrello, individuabili dall’esterno da tre marcapiani di pietra. Le torri quadrangolari, invece, si articolano su quattro vani, ciascuno con volte in pietra; negli ambienti più antichi le volte sono ogivali, negli ambienti più recenti le volte sono a crociera. La fortezza assieme alle mura costituiva il sistema difensivo della città, e sulla corte muraria si aprivano quattro porte disposte secondo i punti cardinali: a nord Porta Ghibli, a sud Porta Aquila, a ovest Porta Santa Maria e ad est Porta Quercia. LA CHIESA MADRE: Ubicata in piazza Alicia di fianco al Castello la costruzione venne iniziata nel 1615 e conclusasi nel 1764. Fu danneggiata dal sisma del 1968, di essa oggi viene conservato il sagrato e la parte absidale. Dopo il sisma del 68 venne elevata a Chiesa Madre la chiesa dell’ex convento dei gesuiti. Iniziata la costruzione nel 1628 e riedificata dopo il crollo del 1654, risulta a pianta rettangolare ed ha tre navate delineate da due file di otto colonne con capitelli dorico-tuscanici. La navata centrale si conclude nel catino absidale. Degna di attenzione è la facciata principale, impreziosita da quattro colonne tortili e da festoni di notevole fattura. L’interno è impreziosito da pregevoli stucchi e da un meraviglioso organo che un recente restauro ha riportato al suo originario splendore. |